Oggi è il centenario della nascita del mio babbo Aurelio e mi piace, e da vanitoso qual'era sarebbe piaciuto anche a Lui, ricordarlo a chi lo ha conosciuto ma, e qui sta il bello, mio tramite anche a coloro a cui voglio bene e che non hanno avuto l'opportunità di incontrarlo.
"Fu" tutto sommato una brava persona, qualunque ma almeno per me importante e prezioso: mi ha raccontato le fiabe e letto poesie, mi ha fatto capire il piacere della lettura e un po' anche della scrittura, della musica, e per innumerevoli anni ha insistito con tutta la sua forza di persuasione, e per fortuna qualche volta anche con la forza di qualche scapaccione, perchè andassi e continuassi ad andare a scuola: insomma con il suo affetto mi ha saputo sopportare ed anche educare. Come si diceva un tempo, un uomo che ha saputo trasmettere principii e ideali (anche se forse i principii proprio tutti non li ha osservati nemmeno lui !!), un bravo illustratore di libri per ragazi, un buon pittore, un amante delle "belle lettere", quindi, senza voler esagerare, un intellettuale.
Non voglio annoiarvi con i troppi elogi ma voglio chiudere questo mio ricordo riconoscente con due episodi indelebili nella mia mente.
Mi raccontava che, fervente giovane fascista della prim'ora, alla tenera età di sedici anni fondò una sezione dei Fasci di Combattimento a Finale Emilia, dove mio nonno, Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia e Procuratore Capo delle Regie Imposte Dirette, socialista convinto e idealmente anarchico, autore autodidatta di musica e poesia, studioso, sempre autodidatta, di pianoforte, latino e greco antico, tre volte sposato, padre, vedovo, era stato trasferito per lavoro e predisse al figlio: "Povero sciocco illuso, ma non capisci che questo folle (il Duce) ci porterà alla completa rovina e forse anche alla guerra !!!". Aggiungeva mio padre, con tristezza raccontandolo, "quanto aveva ragione !!".
Aurelio partì volontario per la Campagna d'Africa, ma un bel po' di anni dopo (anno 1942) lascia a mia madre una foto di sè in divisa da ufficiale e sul retro:
"Paola mia adorata, in partenza per il fronte russo, da cui è già iniziata la ritirata del nostro esercito, e come purtroppo ben sai molto incerto di un rientro a tempi brevi, mi rende felice e sereno il pensiero di non lasciarti sola, il pensiero che nostro figlio che nascerà ti sarà sempre accanto. Ti abbraccio con tutto il mio amore, tuo Aurelio".
Ricordi della vita di un "uomo qualunque", che tuttavia è riuscito nel suo cammino a lasciare una traccia indelebile di sè, almeno per me ma forse anche per altri.
Con tutto il mio affetto, ma anche col "Suo", Beppe
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento