mercoledì 8 dicembre 2010
Leggere le fiabe ai bambini
Potrebbe essere un progetto da proporre a varie istittuzioni, scuole e associazioni per avvicinare l'adulto al bambino attraverso il racconto orale, Recuperare la magia, la fantasia e la cratività attreverso l'ora del racconto, un mitico momento di cui si ricordano emozioni e sensazioni,
Il mago dei gatti e il cane mascherato
sabato 4 dicembre 2010 presso l'Istituto degli Innocenti, a Firenze, è stata premiata la fiaba di Paola Capitani "Il mago dei gatti e il cane mascherato" che sarà pubblicata da Nicomp per Griseldascrittura e l'Università di Firenze.
La fiaba scritta negli anni '80 era stata illustrata da Aurelio Costanzo
La fiaba scritta negli anni '80 era stata illustrata da Aurelio Costanzo
mercoledì 17 marzo 2010
Per Aurelio Costanzo... 2010 un affettuoso ricordo da tuo figlio Beppe
Oggi è il centenario della nascita del mio babbo Aurelio e mi piace, e da vanitoso qual'era sarebbe piaciuto anche a Lui, ricordarlo a chi lo ha conosciuto ma, e qui sta il bello, mio tramite anche a coloro a cui voglio bene e che non hanno avuto l'opportunità di incontrarlo.
"Fu" tutto sommato una brava persona, qualunque ma almeno per me importante e prezioso: mi ha raccontato le fiabe e letto poesie, mi ha fatto capire il piacere della lettura e un po' anche della scrittura, della musica, e per innumerevoli anni ha insistito con tutta la sua forza di persuasione, e per fortuna qualche volta anche con la forza di qualche scapaccione, perchè andassi e continuassi ad andare a scuola: insomma con il suo affetto mi ha saputo sopportare ed anche educare. Come si diceva un tempo, un uomo che ha saputo trasmettere principii e ideali (anche se forse i principii proprio tutti non li ha osservati nemmeno lui !!), un bravo illustratore di libri per ragazi, un buon pittore, un amante delle "belle lettere", quindi, senza voler esagerare, un intellettuale.
Non voglio annoiarvi con i troppi elogi ma voglio chiudere questo mio ricordo riconoscente con due episodi indelebili nella mia mente.
Mi raccontava che, fervente giovane fascista della prim'ora, alla tenera età di sedici anni fondò una sezione dei Fasci di Combattimento a Finale Emilia, dove mio nonno, Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia e Procuratore Capo delle Regie Imposte Dirette, socialista convinto e idealmente anarchico, autore autodidatta di musica e poesia, studioso, sempre autodidatta, di pianoforte, latino e greco antico, tre volte sposato, padre, vedovo, era stato trasferito per lavoro e predisse al figlio: "Povero sciocco illuso, ma non capisci che questo folle (il Duce) ci porterà alla completa rovina e forse anche alla guerra !!!". Aggiungeva mio padre, con tristezza raccontandolo, "quanto aveva ragione !!".
Aurelio partì volontario per la Campagna d'Africa, ma un bel po' di anni dopo (anno 1942) lascia a mia madre una foto di sè in divisa da ufficiale e sul retro:
"Paola mia adorata, in partenza per il fronte russo, da cui è già iniziata la ritirata del nostro esercito, e come purtroppo ben sai molto incerto di un rientro a tempi brevi, mi rende felice e sereno il pensiero di non lasciarti sola, il pensiero che nostro figlio che nascerà ti sarà sempre accanto. Ti abbraccio con tutto il mio amore, tuo Aurelio".
Ricordi della vita di un "uomo qualunque", che tuttavia è riuscito nel suo cammino a lasciare una traccia indelebile di sè, almeno per me ma forse anche per altri.
Con tutto il mio affetto, ma anche col "Suo", Beppe
"Fu" tutto sommato una brava persona, qualunque ma almeno per me importante e prezioso: mi ha raccontato le fiabe e letto poesie, mi ha fatto capire il piacere della lettura e un po' anche della scrittura, della musica, e per innumerevoli anni ha insistito con tutta la sua forza di persuasione, e per fortuna qualche volta anche con la forza di qualche scapaccione, perchè andassi e continuassi ad andare a scuola: insomma con il suo affetto mi ha saputo sopportare ed anche educare. Come si diceva un tempo, un uomo che ha saputo trasmettere principii e ideali (anche se forse i principii proprio tutti non li ha osservati nemmeno lui !!), un bravo illustratore di libri per ragazi, un buon pittore, un amante delle "belle lettere", quindi, senza voler esagerare, un intellettuale.
Non voglio annoiarvi con i troppi elogi ma voglio chiudere questo mio ricordo riconoscente con due episodi indelebili nella mia mente.
Mi raccontava che, fervente giovane fascista della prim'ora, alla tenera età di sedici anni fondò una sezione dei Fasci di Combattimento a Finale Emilia, dove mio nonno, Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia e Procuratore Capo delle Regie Imposte Dirette, socialista convinto e idealmente anarchico, autore autodidatta di musica e poesia, studioso, sempre autodidatta, di pianoforte, latino e greco antico, tre volte sposato, padre, vedovo, era stato trasferito per lavoro e predisse al figlio: "Povero sciocco illuso, ma non capisci che questo folle (il Duce) ci porterà alla completa rovina e forse anche alla guerra !!!". Aggiungeva mio padre, con tristezza raccontandolo, "quanto aveva ragione !!".
Aurelio partì volontario per la Campagna d'Africa, ma un bel po' di anni dopo (anno 1942) lascia a mia madre una foto di sè in divisa da ufficiale e sul retro:
"Paola mia adorata, in partenza per il fronte russo, da cui è già iniziata la ritirata del nostro esercito, e come purtroppo ben sai molto incerto di un rientro a tempi brevi, mi rende felice e sereno il pensiero di non lasciarti sola, il pensiero che nostro figlio che nascerà ti sarà sempre accanto. Ti abbraccio con tutto il mio amore, tuo Aurelio".
Ricordi della vita di un "uomo qualunque", che tuttavia è riuscito nel suo cammino a lasciare una traccia indelebile di sè, almeno per me ma forse anche per altri.
Con tutto il mio affetto, ma anche col "Suo", Beppe
Aurelio Costanzo 18 marzo 1919 - 18 marzo 2010
Auguri Aurelio Costanzo
oggi il centenario della tua nascita
e un caro affettuoso ricordo per la tua ironica grafica, elegante e sobria
tua, Paola
oggi il centenario della tua nascita
e un caro affettuoso ricordo per la tua ironica grafica, elegante e sobria
tua, Paola
mercoledì 13 gennaio 2010
Bibliografia su Aurelio Costanzo 1992 Polistampa
dalla bibliografia edita in
Aurelio Costanzo: illustrazioni e disegni. Mostra antologica, a cura di Paola Capitani Costanzo e Paola Pallottino, Firenze, Edizioni Polistampa, 1992
Aurelio Costanzo: illustrazioni e disegni. Mostra antologica, a cura di Paola Capitani Costanzo e Paola Pallottino, Firenze, Edizioni Polistampa, 1992
Abelardo Costanzo, sacerdote salesiano, negli Stati Uniti dal 1925
Firenze, 4 giugno 1974
Caro e Reverendo fratello,
non mi rimache che formulare, buon ultimo, un brindisi auguruale e felicitante unendomi immodestamente a tante autorevoli persone, che, con l'ausilio concreto dei "vini scelti", avrano sapuo sottolineare degnamente virtù benemerenze dei tuoi 50 anni di sacerdozioi additandoti all'amore e alla riconoscenza di Dio.
Non ti nego, frtello, che sono anche un pò invidiosetto confrontando il bilancio fallimentare che la mia dissestata azienda spirituale presenta dopo 64 anni di fatidico esercizio umano. Ma tant'è.. l'nvidia, anche se fraterna, è pursempe un vizio capitale.
Restano intatti, e io te li offro con gioia, i ricordi più luminosi della mia infanzia nei quali tu già grandeggi miticamente. Prime, minime tappe della mia vita e che il tuo stato di servizio non menziona - Lucca, Tempio, Dorgali, Finale Emilia - tappe anche della tua vita dalla quale i tuoi cari parrocchiani, l'Arcivescono e il Sindaco rimangono, purtroppo, esclusi.
......................
tuo fratello, Aurelio
in Aurelio Costanzo. illustrazioni e disegni, 1992, Edizioni Polistampa, Firenze
Caro e Reverendo fratello,
non mi rimache che formulare, buon ultimo, un brindisi auguruale e felicitante unendomi immodestamente a tante autorevoli persone, che, con l'ausilio concreto dei "vini scelti", avrano sapuo sottolineare degnamente virtù benemerenze dei tuoi 50 anni di sacerdozioi additandoti all'amore e alla riconoscenza di Dio.
Non ti nego, frtello, che sono anche un pò invidiosetto confrontando il bilancio fallimentare che la mia dissestata azienda spirituale presenta dopo 64 anni di fatidico esercizio umano. Ma tant'è.. l'nvidia, anche se fraterna, è pursempe un vizio capitale.
Restano intatti, e io te li offro con gioia, i ricordi più luminosi della mia infanzia nei quali tu già grandeggi miticamente. Prime, minime tappe della mia vita e che il tuo stato di servizio non menziona - Lucca, Tempio, Dorgali, Finale Emilia - tappe anche della tua vita dalla quale i tuoi cari parrocchiani, l'Arcivescono e il Sindaco rimangono, purtroppo, esclusi.
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tuo fratello, Aurelio
in Aurelio Costanzo. illustrazioni e disegni, 1992, Edizioni Polistampa, Firenze
Arelio Costanzo e la scuola toscana dell'illustrazione
dal Catalogo Aurelio Costanzo: illustrazioni e disegni. Mostra antlogica, a cura di Paola Capitani Costanzo e Paola Pallottino, Firenze, Edizioni Polistampa,1992
L'illustrazione toscana a cavallo del secolo, quella, per intenderci legata ai nomi di Le Monnier, Bemporad, Barbera, Salai, Sansoni, Nerbini e Vallecchi, sviluppatasi in una "città come Firnze, ove l'attività editoriale fu spesso rilevante a livello nazionale", era destinata a perpetuare la sua particolarissima vocazione, "nazionalistica" e "autonomistica", insieme,anche nel corso degli anni Trenta e Quaranta.
La generazione di illustratori immediatamente successiva a quella dei "visionari del Granduca" sarà per molti anni dominata dall "ligne claire" di Piero Bargellini, artistica che estenderà la sua influenza molto oltre i confini regionali, ma che in Toscana troverà l'humus più congeniale allo sviluppo di una serie di invenzioni e uggestioni iconografiche che faranno scuola, ponendolo, suo malgrado, come maestro e ineudibile punto di riferimento per più di una generazione.
....................
Paola Pallottino (Storia dell'illustrazione italiana, Bologna, Zanichelli, 1988
L'illustrazione toscana a cavallo del secolo, quella, per intenderci legata ai nomi di Le Monnier, Bemporad, Barbera, Salai, Sansoni, Nerbini e Vallecchi, sviluppatasi in una "città come Firnze, ove l'attività editoriale fu spesso rilevante a livello nazionale", era destinata a perpetuare la sua particolarissima vocazione, "nazionalistica" e "autonomistica", insieme,anche nel corso degli anni Trenta e Quaranta.
La generazione di illustratori immediatamente successiva a quella dei "visionari del Granduca" sarà per molti anni dominata dall "ligne claire" di Piero Bargellini, artistica che estenderà la sua influenza molto oltre i confini regionali, ma che in Toscana troverà l'humus più congeniale allo sviluppo di una serie di invenzioni e uggestioni iconografiche che faranno scuola, ponendolo, suo malgrado, come maestro e ineudibile punto di riferimento per più di una generazione.
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Paola Pallottino (Storia dell'illustrazione italiana, Bologna, Zanichelli, 1988
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